Rinoplastica aperta (open rhinoplasty)

Con l’approccio aperto è possibile visualizzare molto bene tutte le strutture del naso e così eseguire delle correzioni molto precise e stabili. La differenza rispetto alla “chiusa” è data dall’incisione sulla columella, la parte inferiore della piramide nasale, nel suo punto più stretto. Questa sede seminascosta rende la cicatrice poco visibile già dopo due settimane. Dopo qualche mese è molto difficile individuarla anche per un occhio esperto. I rischi di una cattiva cicatrizzazione sono  in mani esperte molto bassi e, in rapporto ai vantaggi della open, vale la pena di correrli.    

I chirurghi contrari alla open sostengono che la cicatrice viene male e si vede. Ma è una questione di opinioni. Nei miei casi non ho mai avuto una brutta cicatrice columellare.  E’ chiaro che, se questa tecnica viene usata da un chirurgo inesperto o poco delicato nella dissezione, i rischi di avere una brutta cicatrice aumentano.

La rinoplastica open richiede pazienza e metodo. Non è adatta ai chirurghi che pretendono di fare una rinoplastica in mezz’ora scarsa. Con questi tempi i rischi di fare un disastro aumentano. 

 

E’ vero che tutto ciò che si fa con la open si può fare anche con la “chiusa”. E però altrettanto vero che tutte le manovre eseguite con l’approccio aperto sono più precise e i risultati più stabili. Elenchiamo qui di seguito alcune delle azioni che eseguiamo preferibilmente o esclusivamente con la open: 

• suture sulle cartilagini della punta per controllarne la flessione e di conseguenza la sottigliezza della punta stessa. 

• accorciamento delle cartilagini alari per ridurre la proiezione della punta nei nasi  iperproiettati (naso da pinocchio)

• posizionamento di innesti di cartilagine sulla punta o lateralmente per definire meglio la forma e aumentare la proiezione (nei nasi poco proiettati)

• posizionamento di innesti di cartilagine nella columella  per controllare la proiezione e/o aumentarla nei nasi “schiacciati”

• posizionamento di innesti distanziatori sul dorso (spreader grafts) per controllare la larghezza del dorso migliorando la respirazione e correggere le deviazioni del naso

• riposizionamento della cartilagine del setto nelle deviazioni settali

• settoplastiche complesse

Personalmente non uso la tecnica open in tutti i casi come fanno alcuni colleghi. Ci sono molti nasi che consentono un approccio più semplice che io effettuo con la “chiusa” . Nei nasi più difficili, invece, nella maggior parte dei casi penso che l’approccio aperto dia maggiori chances di successo. 

 

Rinoplastica chiusa  

Se il naso non è particolarmente complesso e la punta non richiede un modellamento particolare preferisco il classico approccio “chiuso” cioè con le sole incisioni interne. Insomma se devo eliminare la gobba sul dorso ma la punta è accettabile e non richiede grandi modifiche non c’è bisogno della open e la “chiusa” va benissimo. 

E’ però importante cercare di capire le aspettative del/della paziente perché  talvolta alcuni non danno peso alla punta perché sono disturbati da un gibbo “importante” . Il rischio è che, eliminata la gobba, si accorgono che la punta è “improvvisamente” diventata grande. E perciò dovere del chirurgo cercare di capire queste problematiche prima dell’intervento per evitare poi insoddisfazioni e delusioni. Personalmente cerco di sottolineare i possibili cambiamenti delle varie parti del naso e suggerire, se lo ritengo necessario, tutte le modifiche opportune.